VEDERE ATTRAVERSO LO SPECCHIO: INTERVISTA AD ALESSANDRO GALETTI

La professione del parrucchiere è in rapida evoluzione, sempre più orientata al ruolo di vero e proprio designer in grado di sposare la personalità delle clienti con le ultime tendenze. Di questo e molto altro, abbiamo parlato con Alessandro Galetti, Academy Manager e Technical Art Director in Toni&Guy, dal suo percorso professionale alle ultime novità nel mondo della colorazione.

Com’è cominciata la tua professione nel mondo dell’hairstyling?

La mia scelta è stata ispirata dal desiderio di poter produrre arte su una delle “tele” più importanti: la persona.

Cosa significa per te fare parte del grande team Toni&Guy?

Vuol dire essere parte di una grande compagnia, sempre in movimento, che non lascia sedimentare i tuoi pensieri. È una peculiarità che permette ai suoi addetti di acquisire grandi competenze già in giovane età.

In cosa consiste il tuo ruolo?

Il ruolo di Academy Manager e Technical Art Director in Toni&Guy implica di curare lo sviluppo formativo di tutta la compagnia nel mondo del colore. Inoltre comporta lo sviluppo di format formativi per il pubblico che vuole formarsi nello stile Toni&Guy. Il tecnico accademico, inoltre, testa nuovi prodotti e tecnologie dando il suo parere, eventualmente anche sulla stampa.

Che strada hai intrapreso per diventare uno specialista della colorazione?

Il primo step è stato frequentare una scuola professionale, poi un corso intensivo da Toni&Guy, successivamente un percorso formativo in Vidal Sasson. Ho lavorato dapprima come technical educator per P&G (Wella, Sp, Sebastian) per poi approdare in Toni&Guy dove sono attualmente Academy Manager.

Come descriveresti il parrucchiere e la sua professione ai nostri giorni?

Una vita tosta e intensa ma molto nobilitante dal punto di vista cognitivo ed esperienziale, un mestiere ormai lontano da come è nato. Ora si lavora solo con grandi competenze, impegno e curiosità.

Cosa non dovrebbe mai mancare in chi fa il tuo lavoro, che consigli ti senti di dare?

È necessario riuscire a vedere attraverso lo specchio, non fermarsi a creare immagine, ma rapportarla alle emozioni e prestare estrema attenzione al mercato e al modo di comunicare di oggi.

Hai mai pensato a quale possa essere il futuro di questa professione?

Diverrà sempre più profonda nel concettualizzare l’estetica della persona. La definizione di Hair Designer sarà il giusto concetto. Il parrucchiere sarà un progettista di volumi e cromie rapportate al sapore della personalità delle nostre clienti, che a sua volta risponderà al desiderio di tendenza dell’intera società.

Come descriveresti unicità e bellezza?

Unico è chi si veste di cultura e conoscenze e lo abbina a suo modo di essere personale. Per me, bello è ciò che qualsiasi occhio, esperto o meno, riconosce come tale. Amo quando la bellezza diventa un messaggio massivo.

Quali sono le tendenze colore del 2016?

Il 2016 si colora di due tendenze: il monocromo da una parte e il contrasto dall’altra. Il monocromo è lo strutturare una tecnica che utilizza più cromie molto vicine tra di loro ma che da distanza fanno apparire la capigliatura di un colore uniforme. Il contrasto invece prevede di lavorare con nuance del bianco e del nero, creando forti stacchi. Le ombreggiature possono essere verso le radici ma anche molto azzardate sulle lunghezze.

Alessandro ci svela, inoltre, di avere un obiettivo ben preciso: riuscire a diffondere l’idea che il parrucchiere di domani non sarà più un artigiano, ma un vero e proprio professionista con una formazione su più fronti quali stile e tendenze, ma anche biologia, chimica, conoscenza della cosmesi, nuove tecnologie, oltre che comunicazione, media e marketing. La vera ricetta per un hairstylist di successo? Per lui è composta da due ingredienti fondamentali come curiosità e tenacia.